Cos’è un impianto dentale a carico immediato? Quando ci può essere proposto? Ha controindicazioni? L’implantologia dentale offre valide soluzioni per sostituire denti mancanti attraverso l’applicazione di impianti fissi che ripristinano pienamente le funzionalità masticatorie ed estetiche. Inoltre, grazie alla tecnica implantologica a carico immediato, i tempi dal dentista si sono notevolmente ridotti. Esistono controindicazioni? 

Con il termine impianto dentale si intende una vite in titanio che viene inserita nell’osso, al di sotto della gengiva, mediante un intervento di microchirurgia. Al di sopra di questo pilastro in titanio vengono poi fissate le protesi dentarie fisse che simulano perfettamente le corone naturali.

L’intervento avviene in anestesia locale. Questo ci permette quindi di non sentire dolore e di essere coscienti per poter interagire con lo specialista quando e se necessario. 

L’implantologia a carico immediato è una tecnica implantologica che permette il caricamento degli impianti, ovvero l’ancoraggio dei denti provvisori al di sopra delle viti, già dopo sole 2-3 ore dall’intervento.

Poi, dopo circa due o tre mesi, quando i tessuti si sono cicatrizzati e adattati all’elemento implantologico inserito nell’osso, viene posizionata la corona definitiva, che coincide con i denti definitivi e permanenti. 

L’implantologia a carico immediato permette quindi di risolvere la mancanza di denti in un tempo estremante breve. In meno di 24 ore si può uscire dallo studio dentistico con la garanzia di riacquistare con successo le funzioni masticatorie ed estetiche.

Ci sono controindicazioni? 

Prima di proporre un impianto a carico immediato è compito del dentista raccogliere i nostri dati attraverso un colloquio mirato a conoscere la storia clinica della nostra bocca e del nostro stato generale di salute. Questo gli permetterà di cominciare a valutare le modalità di intervento in base alla nostra personale situazione. 

Durante questo step iniziale lo specialista implantologo dovrà essere informato sull’eventuale presenza di patologie o sull’assunzione di farmaci:

  • Patologie cardiovascolari, come ipertensione, e se si assumono farmaci che possono alterare la fluidità del sangue, ovvero antiaggreganti o anticoagulanti come la cardio-aspirina o il Coumadin.
  • Diabete, che può portare ad una maggiore predisposizione a parodontiti.
  • Se si è in cura per il trattamento di tumori o si è subito un trapianto e si assumono farmaci immunosoppressori.
  • Patologie del fegato, che possono modificare il tempo di efficacia dell’anestetico locale.
  • Altre patologie croniche per cui si è in terapia con farmaci.
  • Allergie a farmaci quali anestetici, analgesici, antiinfiammatori o antibiotici.

Seguirà poi la visita, supportata da esami radiografici, per valutare lo stato di salute della bocca, dei seni mascellari e dell’osso su cui deve essere inserito l’impianto.  

La principale controindicazione è legata alla possibile scarsità di qualità e volume dell’osso. In questo caso l’impianto potrebbe non avere successo. Questa è una condizione che si presenta normalmente nei pazienti privi di elementi dentali o che soffrono di malattie ossee come l’osteoporosi.

La condizione di scarsità d’osso è una condizione reversibile: cioè ci sono dei metodi rigenerativi che ripristinando il volume osseo perso rendono comunque possibile l’impianto.

Sono molte le cose da sapere per prendersi cura della salute della bocca. Scopri i consigli dei migliori dentisti per il tuo benessere, raccolti in questa guida gratuita. Clicca qui sotto per sapere come prenderti cura al meglio del tuo sorriso.