Le cause che possono comportare la devitalizzazione di un dente sono diverse.  E poi? Cosa succede al dente devitalizzato? E’ più fragile?

Quanto si soffre quando si ha male ad un dente! Andiamo dal dentista e solo vedendoci entrare in studio si può intuire cosa sta succedendo. Abbiamo grandi fronti corrugate e immancabile mano sulla guancia in corrispondenza di quel dolore di cui vogliamo liberarci al più presto. In alcuni casi si rende necessaria quindi una devitalizzazione. Ma cosa succederà dopo?

Perché sentiamo così male?

Per capire bene in cosa consiste una devitalizzazione e come poi sarà il nostro dente devitalizzato è importante conoscere la struttura di un dente sano. Partiamo quindi dalle basi ripassandole velocemente:

Cominciando dalla parte più esterna, un dente è costituito da:

  • Lo smalto: la parte bianco/trasparente più dura e lucida che avvolge il dente esternamente
  • La dentina: la parte sottostante, meno resistente, più porosa e parzialmente sensibile
  • La polpa: il nucleo centrale sensibile. Un tessuto molle composto da connettivo, nervi e vasi sanguigni.
  • Il nervo canalare: la porzione finale della polpa che scorre dentro la radice dentale, come collegamento agli altri nervi e vasi sanguigni più grandi contenuti nelle ossa maxillofacciali.

Nella polpa sono presenti le terminazioni nervose che ci fanno percepire il freddo, il caldo ed il dolore in caso di infiammazioni o traumi.

Il male ai denti da infiammazione del tessuto pulpare, o pulpite, è causato principalmente da:

  • Carie profonde
  • Traumi che portano alla rottura parziale/totale delle parti dure del dente.

Quando e perché è necessaria la devitalizzazione?

L’infiammazione del nervo si manifesta inizialmente con una maggiore sensibilità al freddo/caldo e dolore, soprattutto durante la masticazione o il contatto.

Lo sviluppo dell’infiammazione porta al rigonfiamento del tessuto all’interno del dente. Di conseguenza, essendo la polpa avvolta dalla dentina e dallo smalto, la maggiore pressione che viene a crearsi comprime i vasi sanguigni e le terminazioni nervose.

Così facendo il dolore percepito aumenta e diventa più pulsante, specialmente la notte.

Si può formare quindi un ascesso che rende inevitabile l’incontro con il dentista per una devitalizzazione. 

Durante l’intervento, il dentista rimuove la polpa infiammata ed il nervo canalare, ripulendo e disinfettando tutte le cavità, per poi riempirle e sigillarle con una ricopertura estetica esterna a livello dentale.

Nel caso di una demolizione importante dell’elemento dentale, se necessario, il dente viene ridotto a moncone e ricoperto con una corona estetica per garantirne le funzionalità masticatorie.

Il dente devitalizzato è ora più fragile?

Un dente devitalizzato perde le proprietà di autoriparazione e sostentamento vitale nel tempo, perde sensibilità al caldofreddo e resistenza (meccanica e chimica) smalto/dentinale.

Se l’otturazione della parte asportata era particolarmente estesa, la rimanente porzione potrebbe non essere sufficiente per preservarlo dalle possibili fratture nel tempo.

Valutando nel tempo le condizioni della ricostruzione, lo specialista odontoiatra potrebbe suggerire l’applicazione di una corona estetica a copertura del dente per prolungarne resistenza e funzione.

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